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Piccolo concentrato di distrazioni

Jon Klassen e le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010

Jon Klassen ha realizzato per la BBC questo fantastico trailer per le prossime Olimpiadi invernali di Vancouver.

Il video racconta la leggenda di un eroe inuit che ha lottato in tutti i modi per riportare la luce in un mondo oscuro e tormentato.

The Smashing Book – prime impressioni

The Smashing BookQualche giorno fa ho ricevuto gratuitamente (!) dai ragazzi di The Smashing Magazine una copia di “The Smashing Book”.

Si tratta di un libro che illustra le migliori pratiche che andrebbero seguite nel design di siti e applicazioni web.
Il libro, come la rivista online, è scritto totalmente in inglese. E’ in formato A5, ha una bella impaginazione ed è rilegato a colla ma sembra molto resistente. Le 313 pagine sono a colori e le illustrazioni sono dell’agenzia russa SoftFacade.
La disposizione dei contenuti è semplice e molto attraente. Ogni articolo è corredato da screenshot e immagini, anche se la sequenza alcune volte non è chiarissima, forse per il piccolo formato del libro. L’unica cosa che non mi fa impazzire è la formattazione del codice che ha un’interlinea troppo alta.

Il contenuto è veramente di alto livello. Il libro copre diversi temi, scelti direttamente dalla community del sito tramite un sondaggio:

  • User Interface Design per applicazioni web moderne
  • L’arte e la scienza dei layout CSS
  • Tipografia: norme, linee guida e gli errori comuni
  • Principi di usabilità per i siti web moderni
  • La guida definitiva per l’uso ottimale dei colori
  • Ottimizzazioni di siti web
  • Progettato per vendere – Aumentare il tasso di conversione
  • Come trasformare un sito in marchio riconoscibile
  • Imparare dagli esperti – interviste e approfondimenti
  • Dietro la quinte: la storia di The Smashing Magazine

Pagina internaI saggi sono ben scritti ed interessanti. A dire la verità chi è interessato per motivi professionali ad uno di questi argomenti non deve aspettarsi miracoli – non ci sono segreti o cose mai lette prima – ma il libro tira le somme sulle best practice in questi settori e fornisce indicazioni molto chiare su come si possono migliorare parecchi aspetti dello sviluppo web.
Un’altra critica che devo fare è la mancanza di un lavoro di concerto tra tutti gli autori (alcune volte si leggono alcune incongruenze passando da un articolo all’altro). Si tratta tuttavia di piccole imprecisioni che non rendono meno interessante il contenuto.

Detto questo, mi sento di consigliare il libro a chi si occupa di web, anche solo per avere una visione trasversale su tutte queste tematiche (io ad esempio, pur essendo uno sviluppatore, ho trovato molto interessanti i capitoli sul marketing). Se invece siete fan di The Smashing Magazine l’acquisto è quasi d’obbligo ;)

Per tutte le informazioni vi rimando alla pagina del sito che parla del libro.

La regina Rania di Giordania interviene a leweb

E lo fa in modo spumeggiante.

Che dire… Averne di regine così.

BTW, il sito in questione è: www.join1goal.com

E così vuoi creare un’applicazione in CFWheels? (Parte 1)

Sto scrivendo una serie di articoli per il framework CFWheels sulla falsariga di quelli scritti da Dan Wilson per Model Glue:Unity. Questo articolo corrisponde a questo suo post. Creeremo un’applicazione per la gestione di contatti partendo da zero. Se non hai ancora installato CFWheels leggi questo post.

La nostra applicazione risiederà nella root e sarà raggiungibile all’indirizzo http://localhost. Per prima cosa analizzeremo i file installati da CFWheels, poi parleremo di Request Handling (gestione delle richieste) e di URL Rewriting (riscrittura delle URL).

CFWheels è un framework basato su Ruby on Rails che porta anche in ColdFusion la possibilità di utilizzare Convenzioni e non configurazioni.

Struttura delle directory

Guardiamo le directory principali (o quelle che io considero tali…). Queste cartelle sono direttamente nella root. Qui puoi trovare una lista completa dei file e delle cartelle installate da CFWheels.

wheels – è la cartella più importante e quella che probabilmente non dovrai mai toccare. E’ il cuore del framework. In caso di aggiornamento dovrai semplicemente copiare la nuova versione di questa cartella nella webroot sovrascrivendo quella già presente.

controllers – è il cervello della nostra applicazione. Decide quali modelli (models) verranno utilizzati per richiamare i dati dal database e quali viste (view) verranno utilizzate per presentarli all’utente. Si tratta di file cfc.

models – definiscono come i dati verranno letti e scritti sul database. CFWheels crea degli oggetti che rappresentano i dati del nostro database. Anche questi sono file cfc.

views – sono le pagine web che gli utenti visualizzeranno sul loro browser. Questi sono file cfm.

config – è la cartella contenente i file di configurazione. Puoi sovrascrivere qualche convenzione qui. Sovrascrivere le convenzioni? Sì sì, CFWheels prova a semplificarci la vita, così ci possiamo concentrare sulle cose importanti, ma ci lascia comunque molta flessibilità se lo vogliamo. Imposteremo qui alcune cose come routes (URL personalizzate), il tipo di ambiente in cui ci troviamo (sviluppo, produzione, ecc.) e probabilmente la connessione ad un database.

images – le immagini andranno qui e solo qui. Ricordi? Nessuna decisione da prendere, concentrati sulle cose importanti.

javascripts – i file javascript andranno qui. Stessa cosa, nessun pensiero, semplice no?

stylesheets – i file css devono essere inseriti in questa cartella. Rilassati e goditi le convenzioni al posto delle configurazioni.

Request Handling – la gestione delle richieste

CFWheels collega le richieste al tuo codice. Pensa a qualcosa simil-REST. CFWheels utilizzerà una specie di “riscrittura parziale delle URL” per accedere alla tua applicazione. Nel caso dell’applicazione per la gestione dei contatti, l’URL potrebbe essere qualcosa come: http://localhost/index.cfm/contact/list. Questo visualizzerà una lista di contatti. Tieni presente che, se il tuo server non supporta la direttiva cgi.path_info, potresti invece vedere una URL come questa: http://localhost/index.cfm?controller=contact&action=list.

URL Rewriting – la riscrittura delle URL

La riscrittura parziale delle URL non è male, ma non sarebbe meglio avere un indirizzo così: http://localhost/contact/list ? Riscrivere le URL in questo modo è possibile su Apache o IIS ma non su web services basati su JRUN o Tomcat. Mi dispiace, ma non abbatterti, potrai comunque continuare ad utilizzare le convenzioni al posto delle configurazioni!

Per capire come impostare la riscrittura delle URL, leggi questo articolo.

Per aggiungere un filtro ISAPI in IIS 7, leggi invece questo articolo. Controlla di passare al filtro ISAPI nella finestra “impostazioni e personalizzazioni (settings and customization)”.

Nel prossimo articolo aggiungeremo qualche funzionalità alla nostra applicazione.

Per aiutare CFWheels a crescere, puoi pubblicare i tuoi progressi nel CFWheels Google Group. In questo modo potrai chiedere aiuto in caso di difficoltà o aiutare gli altri con la tua esperienza. Inserisci sempre sistema operativo, web server e versione di CFWheels nel titolo del post. Controlla anche se qualcuno prima di te ha fatto una richiesta simile o ha avuto gli stessi problemi.

Questa è una traduzione dall’inglese dell’articolo So you want to install CFWheels? di Mike Henke.
La traduzione è stata autorizzata dall’autore. Il copyright rimane dell’autore e di Dan Wilson da cui è partita l’idea della serie “So you want…”.


Altri articoli della serie: CFWheels

  1. E così vuoi installare CFWheels?
  2. E così vuoi creare un’applicazione in CFWheels? (Parte 1)

E' arrivato il Magic Mouse!

Mighty mouse addio! Finalmente mi è arrivato il Magic Mouse.
Dopo essere passato con grande soddisfazione alla piattaforma Mac, mi sono scontrato col prodotto peggio riuscito della Apple: il mighty mouse.
Un dispositivo pesante (almeno nella versione wireless) , avido di batteria e con questa specie di capezzolo al posto della rotellina di scroll.
E proprio questa rotellina è stata la mia croce per l’ultimo anno e mezzo. Ha smesso di scrollare regolarmente dopo neanche due mesi di utilizzo.
Ho provato in tutti i modi a pulirla: col l’alcool, con lo scottex inumidito e con tutti i rimedi della nonna trovati su internet. Ha ripreso a scrollare verso il basso per qualche giorno, ma verso l’alto mai.

Oggi finalmente ho comprato il Magic Mouse, una svolta epocale.
E’ un piacere da usare: leggero (la parte inferiore è di alluminio), liscio e multitouch. Ma soprattutti scrolla che è una meraviglia… a volte anche troppo, vista la sensibilità della parte superiore.
Ho fatto un paio di foto che permettono il confronto tra due modelli:

Magic e Mighty mouse

Mighty e Magic mouse

L’installazione è banale, basta attivare l’interruttore sotto il mouse e ricercare i dispositivi bluetooth dal Mac. Una volta rilevato il mouse è possibile configurarlo tramite l’apposita voce nelle Preferenze di sistema.
L’interfaccia mostra anche dei video che illustrano i movimenti rilevabili: oltre lo scroll è possibile navigare avanti e indietro (nella cronologia di Safari, nei percorsi del Finder, tra le foto di iPhoto ecc.), guardare le foto grandi tracciando dei cerchi con il dito e zoommare le pagine.

Il costo non è indifferente: 69€ salvo promozioni. Ma come si dice in questi casi, avere un mouse funzionante… non ha prezzo…