Anche quest’anno il carrozzone di Sanremo è passato e l’Italia torna man mano alla normalità.
Io come al solito, non potendo resistere a questi eventi nazional-popolari, me lo sono guardato (quasi) tutto. Ecco quindi alcune considerazioni personali da lasciare ai posteri.
La sessantesima edizione ha segnato il passaggio definitivo alla multicanalità e al commento sociale. Se non ci fosse stato il gruppo d’ascolto (leggi anche branco di matti) su Friendfeed le cinque serate sarebbero state decisamente più noiose. Ho visto dirette video di microgruppi d’ascolto sparsi in giro per l’Italia e qualcuno li ha pubblicati anche su Youtube.
Il successo di questa edizione secondo me è dovuto alla conduzione piacevole della Clerici che, oscillando tra il trash e il bonario, è riuscita ad accumulare fasce d’ascolto che generalmente guardano trasmissioni diverse.
La vittoria di Valerio Scanu è quasi sicuramente da attribuire alla casa discografica che ha in qualche modo spostato televoti. Stessa cosa per il secondo posto del “trio lescano” Pupo-Principedisticazzi-Tenore, anche se in questo caso mi chiedo da dove sono arrivati tutti quei voti (forse dalle lobby nostalgico-monarchiche?).
La mia top 5?
L’orchestra che getta gli spartiti in segno di protesta.
L’apparizione di Nilla Pizzi che alla sua veneranda età di 90 anni fatica a parlare, salvo poi sfoggiare una gran voce e una pronuncia perfetta quando canta “Vola colomba”.
Le interviste improbabili (dal culo della Jennifer Lopez all’avatar della Clerici mentre lei era rinchiusa nel lettino abbronzante).
Il testo della canzone vincitrice con il tormentone “Far l’amore in tutti i laghi” che ha già una pagina su Facebook.
Alcune canzoni che sicuramente ci porteremo dietro fino all’estate: Arisa, Noemi, Nina Zilli e altre. Quasi tutte donne, nonostante in finale siano arrivati solo uomini.
Qualche giorno fa ho ricevuto gratuitamente (!) dai ragazzi di The Smashing Magazine una copia di “The Smashing Book”.
Si tratta di un libro che illustra le migliori pratiche che andrebbero seguite nel design di siti e applicazioni web.
Il libro, come la rivista online, è scritto totalmente in inglese. E’ in formato A5, ha una bella impaginazione ed è rilegato a colla ma sembra molto resistente. Le 313 pagine sono a colori e le illustrazioni sono dell’agenzia russa SoftFacade.
La disposizione dei contenuti è semplice e molto attraente. Ogni articolo è corredato da screenshot e immagini, anche se la sequenza alcune volte non è chiarissima, forse per il piccolo formato del libro. L’unica cosa che non mi fa impazzire è la formattazione del codice che ha un’interlinea troppo alta.
Il contenuto è veramente di alto livello. Il libro copre diversi temi, scelti direttamente dalla community del sito tramite un sondaggio:
User Interface Design per applicazioni web moderne
L’arte e la scienza dei layout CSS
Tipografia: norme, linee guida e gli errori comuni
Principi di usabilità per i siti web moderni
La guida definitiva per l’uso ottimale dei colori
Ottimizzazioni di siti web
Progettato per vendere – Aumentare il tasso di conversione
Come trasformare un sito in marchio riconoscibile
Imparare dagli esperti – interviste e approfondimenti
Dietro la quinte: la storia di The Smashing Magazine
I saggi sono ben scritti ed interessanti. A dire la verità chi è interessato per motivi professionali ad uno di questi argomenti non deve aspettarsi miracoli – non ci sono segreti o cose mai lette prima – ma il libro tira le somme sulle best practice in questi settori e fornisce indicazioni molto chiare su come si possono migliorare parecchi aspetti dello sviluppo web.
Un’altra critica che devo fare è la mancanza di un lavoro di concerto tra tutti gli autori (alcune volte si leggono alcune incongruenze passando da un articolo all’altro). Si tratta tuttavia di piccole imprecisioni che non rendono meno interessante il contenuto.
Detto questo, mi sento di consigliare il libro a chi si occupa di web, anche solo per avere una visione trasversale su tutte queste tematiche (io ad esempio, pur essendo uno sviluppatore, ho trovato molto interessanti i capitoli sul marketing). Se invece siete fan di The Smashing Magazine l’acquisto è quasi d’obbligo ;)
Mighty mouse addio! Finalmente mi è arrivato il Magic Mouse.
Dopo essere passato con grande soddisfazione alla piattaforma Mac, mi sono scontrato col prodotto peggio riuscito della Apple: il mighty mouse.
Un dispositivo pesante (almeno nella versione wireless) , avido di batteria e con questa specie di capezzolo al posto della rotellina di scroll.
E proprio questa rotellina è stata la mia croce per l’ultimo anno e mezzo. Ha smesso di scrollare regolarmente dopo neanche due mesi di utilizzo.
Ho provato in tutti i modi a pulirla: col l’alcool, con lo scottex inumidito e con tutti i rimedi della nonna trovati su internet. Ha ripreso a scrollare verso il basso per qualche giorno, ma verso l’alto mai.
Oggi finalmente ho comprato il Magic Mouse, una svolta epocale.
E’ un piacere da usare: leggero (la parte inferiore è di alluminio), liscio e multitouch. Ma soprattutti scrolla che è una meraviglia… a volte anche troppo, vista la sensibilità della parte superiore.
Ho fatto un paio di foto che permettono il confronto tra due modelli:
L’installazione è banale, basta attivare l’interruttore sotto il mouse e ricercare i dispositivi bluetooth dal Mac. Una volta rilevato il mouse è possibile configurarlo tramite l’apposita voce nelle Preferenze di sistema.
L’interfaccia mostra anche dei video che illustrano i movimenti rilevabili: oltre lo scroll è possibile navigare avanti e indietro (nella cronologia di Safari, nei percorsi del Finder, tra le foto di iPhoto ecc.), guardare le foto grandi tracciando dei cerchi con il dito e zoommare le pagine.
Il costo non è indifferente: 69€ salvo promozioni. Ma come si dice in questi casi, avere un mouse funzionante… non ha prezzo…
Sono passati ormai 10 giorni da quando questo splendido smartphone è entrato nelle mie mani.
Siccome in Italia si vede ancora poco (esce oggi penso) e in tanti mi chiedono informazioni, ecco una mini-recensione.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Il mio modello è quello bianco. La cover in Teflon fa in modo che lo sporco scivoli via molto facilmente e gli conferisce un aspetto particolare (qui un articolo interessante di Gizmodo). Il display è un touch screen da 3,2″ di tipo capacitivo, quindi grande sensibilità al tocco e sistema multitouch. Come l’iPhone lo schermo è oleo-repellente. La qualità dei materiali è ottima.
Queste le misure: 11,2 x 5,6 x 1,4 cm per 135 grammi di peso.
La forma riprende quella di Dream e Magic. Ci sono sei pulsanti -- chiamata, home, menu, chiusura chiamata, ricerca e indietro -- più la trackball che si illumina di bianco per notificare l’arrivo di un messaggio. Nella parte alta del telefono ci sono il sensore di luminosità, un altro led di notifica/carica arancione e, sulla parte posteriore, un jack da 3.5 mm che permette di attaccare tutte le cuffie standard.
Gli auricolari in dotazione sono bianchi e hanno i controlli per l’avanzamento delle tracce.
Ovviamente il telefono ha tutto quello che serve per connettersi: HSPA/WCDMA: 900/2100 MHz, wi-fi, bluetooth 2.0 e GPS con bussola.
La fotocamera è a 5 Mpixel con autofocus. Non c’è il flash e quindi in ambienti con poca luminosità la messa a fuoco è difficile. Le immagini che ho scattato risultano comunque di grande qualità.
La batteria è da 1350 Mah e mi dura circa una giornata e mezzo con un uso abbastanza intenso: qualche telefonata, circa 2 ore di connessione wi-fi, rete accesa per 4-5 ore al giorno e svariate ore di funzionamento come lettore mp3. Per le altre specifiche tecniche vi rimando al sito ufficiale.
UTILIZZO E INTERFACCIA
HTC ha integrato l’ottimo sistema operativo Android con una sua interfaccia: HTC Sense.
Con Sense utilizzare lo smartphone è un vero piacere. Ci sono 7 schermate: una centrale, 3 a destra e 3 a sinistra. Le schermate possono essere personalizzate aggiungendo widget o collegamenti alle applicazioni installate.
I widget installabili sono quelli standard di Android o quelli personalizzati direttamente da HTC. Sono entrambi validi, ma devo dire che quelli HTC sono più belli e si integrano meglio con l’interfaccia (i widget di Android hanno i colori standard di Google).
Tra tutti i widget vale la pena di sottolineare gli switch di accensione e spegnimento delle varie connessioni: basta cliccare per accendere (o spegnere) wi-fi, connessione alla rete o Bluetooth.
Durante i primi giorni ho avuto qualche problema con la disposizione dei tasti. Penso che avrete gli stessi problemi se siete abituati all’iPod Touch o all’iPhone. Lo scoglio più grosso è abituarsi ad utilizzare i tasti “indietro” e “menu”. Una volta presa dimestichezza, però, ci si muove con grande agilità.
Un’altra caratteristica che sto utilizzando parecchio e che ho scoperto un po’ per caso è il menu contestuale che compare quando si tiene premuto su un oggetto. Ad esempio: volete eliminare una email o un sms senza aprirla? Basta premere a lungo sul messaggio nella lista e comparrà un menu con tutte le azioni che si possono compiere.
Il telefono ha anche una trackball che però non uso quasi mai. Forse piacerà molto a chi migrerà da un Blackberry.
La tastiera fisica ha un’ottima sensibilità soprattutto se tenete il cellulare con una mano sola e digitate col pollice. Se invece volete usare l’indice avrete qualche problema sulle lettere a bordo schermo che risultano meno sensibili al tocco. Per una scrittura veloce consiglio la tastiera estesa che spunta fuori girando il dispositivo.
PROBLEMA LENTEZZA
Appena comprato il cellulare mi sembrava fluido, nonostante altre persone lamentassero problemi di lentezza durante il trascinamento delle schermate. Effettivamente dopo avere installato molte applicazioni ho notato anche io gli stessi problemi.
TELEFONATE E CONTATTI
Nessun problema con le telefonate e con la lista dei contatti. L’importazione avviene in maniera automatica da Google, non appena inserite il vostro indirizzo Gmail. Esiste anche la possibilità di importare i contatti da un server exchange. Ovviamente funzionano la SIM e i contatti sul telefono. La mia impressione è comunque che convenga avere una rubrica aggiornata sul proprio PC/Mac prima di fare la sincronizzazione.
Siamo in pieno web 2.0 e quindi durante il setup possono essere impostati anche gli account Facebook, Twitter e Flickr. Se volete è possibile integrare le informazioni in vostro possesso con quelle di facebook (a partire dalla foto del contatto fino alla data di compleanno…). Se invece avete un account di Flickr, potrete navigare gli album vostri e dei vostri amici come se le foto si trovassero sul telefono.
APPLICAZIONI
Le applicazioni possono essere scaricate attraverso l’Android Market.
Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso: mi aspettavo molte meno applicazioni e scarsa qualità (avendo un iPod touch con accesso all’Apple Store). Invece le applicazioni sono molte, sono valide e in continuo aumento.
Alcune applicazioni di Google sono preinstallate (Gmail, Mappe, Google Talk). L’applicazione delle mappe è appena stata aggiornata: è molto migliorata ma non supporta ancora il multitouch.
Ho installato anche CoPilot Live, un GPS turn by turn con mappe scaricate direttamente sul telefono e l’applicazione funziona veramente bene (qui una recensione di AndroidWorld).
L’unico problema che ho riscontrato è l’impossibilità di installare le applicazioni sulla SD. Questo sembra un limite della versione attuale di Android. Considerando che lo spazio sul telefono non è molto questo può essere un problema se avete intenzione di scaricare molte applicazioni.
Io ho risolto aggiornando il cellulare con questa ROM, che aggira il problema a patto di formattare la SD con partizioni linux (un’operazione facile ma dovete avere lo spirito smanettone…).
La barra di notifica invece è quella che fa la differenza. Il telefono è veramente multitasking e quindi le applicazioni rimangono aperte anche se non sono in primo piano. Se state facendo qualcos’altro la barretta delle notifiche in alto vi avviserà appena arriveranno messaggi, mail, tweet ecc.
MEDIA
Il terminale ha ovviamente un lettore integrato di musica e video.
I formati sono tantissimi:
Formati audio
MP3, AAC (AAC, AAC+, AAC-LC), AMR-NB, WAV, MIDI och Windows Media® Audio 9
Formati video
MPEG-4, H.263, H.264 och Windows Media® Video 9
Il lettore può essere installato anche come widget in una delle home e le funzionalità sono all’incirca le stesse di un lettore mp3 standard.
Non sono molto soddisfatto del suono: amo un suono pieno e mi piacciono i bassi. Qui il suono è chiaro ma i bassi mancano quasi totalmente e non esiste ancora un equalizzatore in grado di risolvere questo problema.
Il suono dell’altoparlante, invece, è ottimo ma la cassa è posizionata nella parte posteriore e quindi il suono è molto attenuato se non girate il telefono “a pancia in giù”.
I video sono fluidi e girano senza problemi. Girano senza problemi anche i filmati flash nelle pagine web. Ebbene sì, questo è il primo cellulare Android conplayer flash integrato: questo vuol dire che si possono vedere i video anche su tutte le piattaforme alternative a YouTube.
Questa è una notiziona. Ho scoperto tramite Giovanni Crescente che la ABC ha in cantiere (a dire la verità le riprese sono già iniziate nel maggio scorso) un “remake” della serie tv cult V -- Visitors.
Dalle prime indiscrezioni e dai primi trailer che circolano in rete pare che cambieranno alcuni personaggi (non ci sarà più la terribile Diana, sostituita da una conturbante Anna) ma la storia rimarrà pressochè identica all’originale.
Ovviamente gli effetti speciali si sono evoluti alle tecnologie dei giorni nostri e anche buona parte degli attori è nota agli appassionati di serie tv: si va dalla mitica Juliet Burk di Lost (Elizabeth Mitchell) a Tom Baldwin di 44o0 (ovvero Joel Gretsch), fino a Scott Wolf (Party of Five, Everwood).
Il fatto poi che la serie sia diretta da Scott Peters, già produttore esecutivo di 4400, dovrebbe essere una garanzia.
Il pilot dovrebbe andare in onda in autunno negli States.
Ora la domanda sorge spontanea: anche questi Visitors moderni saranno allergici alla diossina?
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