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Piccolo concentrato di distrazioni

Spaccati di vita bolognese tra cinesi, battone e fattorini

torrihomeSono le 18.30. Sono appena arrivato a casa dopo una lunga giornata lavorativa.
Il tempo è splendido: c’è il sole (finalmente), fa caldo ma non troppo, insomma finalmente è primavera inoltrata.
Decido quindi di prendere la mia fantastica mountain bike e andare a fare un giro. Sto per uscire senza meta, ma poi mi viene in mente che non ho più DVD e allora punto verso la Comet di Via Michelino, tanto non è lontana da casa mia.
Pedalo, pedalo, pedalo. Il viaggio di andata scorre via tranquillo: mi godo l’aria tiepida in faccia (piumini dei pioppi a parte) e l’iPod sembra assistermi mettendo in stecca una serie di canzoni fantastiche, proprio da bici.
Ormai sono arrivato. Dalla Fiera escono tutti gli espositori incravattati, macchinone giganti e facce stanche.
Entro alla Comet, faccio tutte le mie cose ed esco.
Inforco la bici, che nel frattempo qualche stronzo mi ha buttato per terra, ma poi penso che siamo a Bologna e va già bene che la bici c’è ancora…
Inizio con pedalare con calma verso casa. Il sole sta calando, il cielo stasera è fantastico.
Ripasso dietro i padiglioni della Fiera e vedo che si è fermato un camper a bordo strada. Sto quasi per avvicinarmi per chiedere se hanno bisogno di informazioni, quando un ragazzo in scooter mi anticipa: si ferma, si toglie il casco e nel mentre la ragazza apre la portiera.
Soccia, come si dice a Bologna, è tutta scosciata e con le tette al vento. Soccia… se si sono evolute anche le battone! Chissà se ha messo la residenza sul camper. Si sa, fatta la legge scoperto l’inganno.
Con un sorriso continuo a pedalare, la media è buona per non essere neanche vestito da ciclista. Finalmente torno sulla pista ciclabile che prevedere anche un piccolo tunnel sotto la ferrovia. Faccio un po’ di slalom e a momenti investo un tipo fermo all’imbocco del tunnel. Metto a fuoco. Scorro con gli occhi verso l’alto,
torno verso il basso e mi fermo sulle mani. Si sta facendo una pera sulle vene di una mano. Guardo meglio: ha anche un casco appoggiato per terra e lo scooter parcheggiato qualche metro più in là. Ma soccia.
Continuo come niente a pedalare e rientro in zona Chinatown in salsa bolognese. Capannoni con scritte cinesi incomprensibili giganti sono un po’ ovunque. Ormai non ci faccio più caso, è quasi un anno che abito qui e i Cinesi non hanno mai fatto casino. Stasera però mi cade l’occhio nel cortile di uno di questi capannoni e vedo questa ragazza di colore in abiti succinti che si asciuga la faccia con una salvietta di carta e torna in direzione Via Stalingrado. Non ci posso credere. I Cinesi prestano il bagno alle battone. Scoppio a ridere. L’ipod suona Wrong dei Depeche. Soccia.
Sarò strano, ma a me Bologna piace. Anche per questo.

Allego, per i più curiosi una mappa dei miei incontri:

mappa

Terremoto in Abruzzo: come aiutare

Colgo l’invito di Max, aderisco all’iniziativa e chiedo a tutti di continuare il passaparola.

Attiviamo una catena informativa tra blogger – etichetta/tag: “I blog per l’Abruzzo”.

Inviando un SMS al 48580 si dona 1 euro (vale per tutti i gestori).

Chiamando da linea Telecom Italia il 48580 si donano 2 euro.

Il quotidiano d’Abruzzo “il Centro” di concerto con il gruppo editoriale Finegil-Repubblica-L’Espresso e con le Casse di risparmio dell’Aquila – Carispaq, di Pescara – Caripe e di Teramo – Tercas lancia una sottoscrizione popolare. Questi i riferimenti:

Banca CARISPAQ SPA
“Vittime terremoto L’Aquila”
Codice Iban: IT 53 Z 06040 15400 000 000 155 762Banca CARIPE SPA
“Raccolta fondi pro terremotati d’Abruzzo”
Codice Iban: IT 19 B 06245 15410 000 000 000 468
presso Banca Caripe Spa Sede Pescara
Corso Vittorio Emanuele 102/104 – Pescara.

Banca TERCAS SPA
“Raccolta fondi pro terremotati d’Abruzzo”
Codice Iban: IT 48 L 06060 15300 CC 090 005 35 65
presso Banca Tercas Spa Sede Teramo
corso San Giorgio 36 – Teramo.

Anche Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport e City hanno lanciato un’iniziativa di solidarietà. Ecco i dati:

BONIFICO BANCARIO:

Intesa-San Paolo, ABI 3069, CAB 05061, conto corrente n. 1000/144
intestato a: “Un aiuto subito – Terremoto dell’Abruzzo”.
Cod. IBAN: IT 03 B 03069 05061 100000000144

VERSAMENTI CON CARTE DI CREDITO
(CartaSi, MasterCard, Visa, American Express)
Numero Verde di CartaSi: 800 317800 (da alcuni cellulari è necessario digitare il 12 prima del numero)
Dall’estero: 02 34980235
Tenere la carta di credito a portata di mano e seguire le istruzioni del sistema.

Caritas: Accanto ai primi soccorsi, la Caritas Italiana ha anche aperto un conto corrente presso la Diocesi di Roma. È possibile contribuire alla colletta di solidarietà con versamenti sul
c/c postale 82881004 (IBAN: IT77K0760103200000082881004)
intestato a CARITAS DIOCESANA DI ROMA
specificando nella causale “Terremoto Abruzzo”.

Sul sito della Croce Rossa Italiana è possibile donare ONLINE con CARTA DI CREDITO scegliendo come causale SISMA ABRUZZO – Aprile 2009

Mediafriends Onlus ha aggiunto il terremoto in Abruzzo tra le sue raccolte fondi. Queste le coordinate:

Donazioni tramite bonifico bancario:
Conto Corrente intestato a: Mediafriends
IBAN: IT41 D030 6909 4006 1521 5320 387
Causale: terremoto Abruzzo

Segnalo inoltre alcuni numeri telefonici utili.

Per volontari da tutta italia: 06.68201.

Per volontari da Pescara: Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara 085.2057627.

Per offrire posti letto chiamare: 085.430830

E milus va al workcamp

Parma workcamp

Domani vado a Parma al ParmaWorkCamp: si tratta di un barcamp dedicato ai rapporti fra il mondo del lavoro e il web.
L’argomento è senza dubbio interessante, soprattutto in un periodo di crisi/rivoluzione come questo.

Ho letto ora l’elenco degli interventi e sono molto curioso di sentire cosa racconteranno alcuni ragazzi che già conosco. Prometto che starò attento, anche se, essendo il mio primo barcamp, PURTROPPO (ihihihih) dovrò dare la precedenza a rendere reali molti dei miei contatti per ora “solo virtuali”
BTW questo è il sito: http://barcamp.org/parmaworkcamp

e questi gli interventi:

1. Mettersi in gioco ai tempi del web: suggerimenti e cose da sapere per fare della propria passione un lavoro, senza farsi troppo male -Mushin

2. Le città Online – Come investire nei Metaversi 3D – Simone Riccardi

3. Fare rete sul territorio attraverso il web. L’esperienza del Romagna Business Club – Luca Sartoni

4. Il mondo del lavoro 2.0 visto dall’azienda – Pepe Moder

5. La start-up 1.9 – dall’idea alla vendita – Marco Brambilla

6. L’impresa. E se fosse cooperativa? – Elena Zannoni

7. Guadagnare con l’entertainment sul web, è possibbole? – Marileda

8. Quando il Web 2.0 non ce la fa: disastri ed insuccessi del lavorare online – Nicola D’Agostino

9. Lavoriamocisu.it : e se fossero i candidati a scegliere e valutare le aziende? – Roberto Grassi

10. Quando anche il tuo capo è online: come trovare, mantenere e continuare a lavorare solo nel web 2.0 – Sara Maternini

11. L’Ascolto Nell’Era del Web 2.0 | A che serve comunicare se nessuno sa Ascoltare ? – Moreno Picchi

12. Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione, Politecnico di Torino: un approccio interdisciplinare per comprendere la Rete.

13. I Business Social Network sono un ‘bufala’ ? – Cipriano Moneta XING

14. Lavorare in Internet? 10 episodi realmente accaduti che potrebbero far cambiare idea a chiunque – Per rilassarci un attimo e condividere tra noi gli episodi più assurdi che ci sono capitati durante il nostro lavoro -  Daniele Di Gregorio aka Ikaro

15. Astenersi perditempo: come scrivere un CV “2.0″ senza farci annoiare – Auro & Vanz

16. Lavorare da casa tramite il web: testimonianze, falsi miti e opportunità reali – Marco Ciscato

Wrong. Il grande ritorno dei Depeche Mode

I Depeche Mode ritornano e lo fanno alla grande.

Ecco il video del primo singolo del nuovo CD. La canzone si chiama “Wrong”. La melodia è ipnotica, il testo è poesia, il video spacca.
E io aspetto con ansia il concerto del 18 giugno.

I was born with the wrong sign
In the wrong house
With the wrong insanity
I took the wrong road
That led to
The wrong tendencies
I was in the wrong place
At the wrong time
For the wrong reason
And the wrong rhyme
On the wrong day
Of the wrong week
I used the wrong method
Of the wrong technique

Wrong
Wrong

There’s something wrong with me
Chemically
Something wrong with me inherently
The wrong mix
In the wrong genes
I reached the wrong ends
By the wrong means
It was the wrong plans
In the wrong hands
The wrong theory for the wrong man
The wrong lies
On the wrong ???
The wrong questions
With the wrong replies

Wrong
Wrong

I was marching to the wrong drum
With the wrong scum
Pissing out the wrong energy
Using all the wrong lies
And the wrong signs
With the wrong intentity
I was on the wrong page
Of the wrong book
The wrong rendition
Of the wrong hook
With the wrong mood
Every wrong night
With the wrong two ???
And the sound ???

Wrong
Wrong
Too long
Wrong
Too Long
Wrong
Too Long
Wrong

I was born with the wrong sign
In the wrong house
With the wrong insanity
I took the wrong road
That led to
The wrong tendencies
I was in the wrong place
At the wrong time
For the wrong reason
And the wrong rhyme
On the wrong day
Of the wrong week
I used the wrong method
Of the wrong technique

Ma basta! (Il mio testamento biologico)

Non capisco perchè il governo deve fare un decreto legge per “salvare” una persona che è in stato vegetativo da 17 anni.
Non capisco perchè ci si intestardisce così tanto nei confronti di una persona in nome del diritto di vivere e non del diritto di morire – con dignità aggiungo io. Perchè se una persona ha una cannula infilata nel naso per bere e per mangiare, forse dopo tutti questi anni ha il diritto di morire (e di farlo nella sua sfera più privata).
Non capisco più chi ha l’ultima parola. Sicuramente non la famiglia, che di questo diritto ne è stata defraudata tanti anni fa.
E soprattutto non capisco perchè in Italia bisogna fare sempre delle leggi del cazzo in velocità, anche quando gli argomenti sono così delicati come può essere il testamento biologico.

E io lo scrivo qua, chiaramente, per evitare che altri parlino a mio nome:

se mai dovessi finire in stato vegetativo (tocco ferro e tutto quello che c’è da toccare), di tubi che mi alimentano non ne voglio vedere neanche uno. E a voi, cari politici bigotti dico: lasciatemi andare in pace, mi avete rotto così tanto le palle in vita…

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